IL MIO AMICO TARTATTÀ: UN LIBRO PER BAMBINI CHE FA RIMA CON “DIVERSITÀ”

IL MIO AMICO TARTATTÀ: UN LIBRO PER BAMBINI CHE FA RIMA CON “DIVERSITÀ”

IL MIO AMICO TARTATTÀ: UN LIBRO PER BAMBINI CHE FA RIMA CON “DIVERSITÀ”

I testi sono della scrittrice, poetessa e giornalista marocchina Béatrice Fontanel (Casablanca 1957), mentre i disegni sono opera dell’illustratore francese Marc Boutavant (famoso soprattutto per il personaggio di Mouk); entrambi i creatori di questo libricino sembrerebbero affascinati dalle tematiche “semplici”, dalla magia della vita quotidiana e dai rapporti umani.
Il progetto grafico è molto interessante, soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi (minimale, ma molto esplicativa) e per l’utilizzo del colore di alcune pareti di sfondo anche sulle pagine di testo.
IL MIO AMICO TARTATTÀ è un libro per bambini dai 3 anni in su che affronta diverse tematiche importanti con leggiadra semplicità.
Il tema della balbuzie nei bambini è solo un escamotage per parlare infatti innanzitutto di diversità, ma anche di esclusione, bullismo infantile, difetti del linguaggio, mancanza di sicurezza e carenza di autostima.

TARTATTÀ, UN BAMBINO ISOLATO DAL GRUPPO PERCHÉ TARTAGLIA

La “cattiveria” dei bambini, spesso spietati, è risaputa. La sincerità senza filtri dei più piccoli è davvero in grado di aprirci gli occhi sulla realtà, quanto di ferire come una spada affilata.
Sotto molti aspetti dovrebbero essere i grandi ad imparare dai bambini e non il contrario, ma in questo caso sarebbe bello se crescendo smettessimo di prendere in giro o escludere chi è semplicemente diverso da noi. Non sempre purtroppo è così, anche fra gli adulti.
La tematica dei bambini esclusi dai compagni attanaglia da sempre le mamme di tutto il mondo, e perseguita tutti i bambini più timidi, riservati, diversi e speciali, ma non obbligatoriamente con una connotazione negativa.
Il nostro protagonista è Basilio, chiamato da tutti Tartattà, ma la storia ci è narrata dal suo compagno di classe Ferdinando. La presenza di un narratore esterno, molto vicino al protagonista, permette all’autrice di svelare l’identità e il carattere di Tartattà poco a poco e di tenere così sempre vivo l’interesse del lettore.
Immedesimarsi con il personaggio narrante, Ferdinando, è molto semplice e ci aiuta a vivere la storia in modo più realistico e veritiero.

LA BALBUZIE NEI BAMBINI

La balbuzie infantile è un problema che spesso si risolve con la crescita, ma che comporta molte complicazioni comunicative, emotive e relazionali per il bambino.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la balbuzie come “un disordine nel ritmo della parola per cui il paziente sa cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà”.

IL MIO AMICO TARTATTÀ è un libro che tutti i bambini dovrebbero leggere per comprendere il concetto di immedesimazione emotiva.

Il racconto si sviluppa secondo un climax crescente, in cui i problemi del nostro Tartattà vanno via via scoprendosi ed accumulandosi, fino ad arrivare al loro culmine in un’esplosione centrale, a cui segue una discesa che conduce a una nuova stabilizzazione degli equilibri.
Già dalla prima descrizione del personaggio capiamo perfettamente lo svolgimento del racconto, la caratterizzazione del soggetto è curata nei minimi dettagli e lascia trasparire -a un buon osservatore- già molte sfumature del carattere di Tartattà.

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Come dicevamo si parte dai difetti del linguaggio: Basilio tartaglia, è facile accorgersene, ma non è l’unico a scuola ad avere problemi espressivi. Ferdinando ci racconta che anche altri bambini vanno da un logovattelapesca (ovviamente un logopedista per bambini); Giacomo, ad esempio, perché ha la zeppola (è cioè affetto da sigmatismo o sindrome della S moscia o sifula) e Giada probabilmente perché è una bambina dislessica che “scrive la metà delle lettere al contrario”.

Come amante di libri e quindi della lingua italiana, ci terrei a ricordare -come breve inciso– che il genitore dovrebbe sempre essere d’esempio per il figlio; l’educazione che il bambino riceve in casa è alla base del suo futuro carattere e che anche un corretto modello verbale -non solo se avete figli affetti da balbuzie– incide significativamente sull’apprendimento di un linguaggio corretto.

UN LIBRO PER BAMBINI PER RICORDARCI CHE (FORTUNATAMENTE) NON SIAMO TUTTI UGUALI

Il bambino viene preso in giro sempre di più finché un avvenimento inaspettato genererà il risentimento dei compagni, che si renderanno conto di aver ferito Basilio e se ne vergogneranno.
Non vi svelo ovviamente il dettaglio, ma da questo momento in poi l’atteggiamento degli altri bambini cambierà radicalmente fino a un finale altrettanto sorprendente.

D’altro canto le diversità accomunano, lo notiamo anche con la sottile e raffinata citazione dell’autrice, che finisce per avvicinare più volte Tartattà alla figura del bidello, anch’esso a suo modo “diverso”.

Volete scoprire cosa vorrà fare da grande Basilio?
Leggete il libro tutto d’un fiato e lo scoprirete.
Non aspettatevi però uno di quei finali stereotipati in cui il protagonista da ranocchio si trasforma per magia in principe; il lieto fine della storia è sancito da una ritrovata “normalità”, che lascia spazio a un futuro, come per ognuno, ancora fortemente incerto!

Vi lascio, consigliandovi una lettura: questa Recensione del libro “IL MIO AMICO TARTATTÀ” della Dottoressa Roberta Perosa, logopedista e mamma blogger di “Parole di Mamma”: La balbuzie spiegata ai bambini; e anche, se volte un bel film da vedere, sempre sul tema balbuzie: Il discorso del re diretto da Tom Hooper.

 

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